Nel corso dei secoli, la scrittura si è manifestata in molteplici ed originali forme, dalle più antiche ed ataviche iscrizioni incise sulla pietra alla minuziosa raccolta di informazioni all’interno di manoscritti e libri che trova massima espressione prima nel meticoloso operato di scribi e monaci poi nella rivoluzionaria e mirabolante stampa a caratteri mobili, la quale ha incrementato e sveltito la riproduzione in serie dei testi (Martin, 2009).

Con l’avvento dell’informatica, la scrittura si è evoluta ed adattata alle nuove tecnologie, spaziando dalle e-mail, newsgroup e forum sino alle piattaforme web-logs (Fiormonti, 2003). Queste ultime diventano l’emblema della narrazione e comunicazione scritta, vivendo un periodo di massimo splendore tra la fine del ventesimo secolo e gli inizi del ventunesimo. Proprio per tale ragione, la loro esistenza si interseca sia con le logiche statiche e prive di interazione del Web 1.0, che con le dinamiche partecipative del Web 2.0, il quale implica un utente produttore di contenuti e non più esclusivamente consumatore (Castellucci, 2009).

1.Genesi del blog

Per quel che concerne la paternità del blog si individuano tre personalità differenti, ognuna delle quali ha apportato un significativo contributo alla diffusione ed evoluzione del suddetto.

•Nel  1997, il programmatore Dave Winer, definito “Proto-Blogger” dal New York Times (PrimaOnline, 2014), sviluppa il primo software che consente la redazione e pubblicazione di articoli nel Web (Metitieri, 2009).

•Convenzionalmente, però, la nascita del primo blog è ascrivibile all’iniziativa del commerciante americano John Barger, il quale nello stesso anno inaugura Robot Wisdom. Si tratta di una rassegna sitografica incentrata sul tema della caccia (Sermasi, 2008, p.15), in cui ogni link citato rimanda ad altri siti relativi all’hobby di Barger. Poco tempo dopo, la piattaforma viene ribattezzata con il nome di Robot Wisdom Web.log, facendo emergere così il concetto di diario di rete, rielaborato successivamente da Peter Merholz (Brown, 2009, p.26).

La raccolta di link, postati dagli early bloggers, corrisponde a quella tipologia definita Blog Directory, ossia l’organizzazione dei risultati di ricerca sotto forma di Uniform Resource Locator (URL), che funge da aggregatore in modo da raccogliere e creare connessioni con altri siti di interesse personale circoscritti ad un argomento preciso (Cariello, 2011).

Seppure sia una tecnologia che rivoluziona la tradizionale redazione di articoli, le sue funzionalità sono tuttavia limitate, poiché inglobate ancora in quella fase definita Web 1.0, concepita essenzialmente per la lettura di documenti ma che ancora non contempla alcuna possibilità di interazione come il commento. Inoltre, il cosiddetto “Web statico”, prettamente testuale, non consente ad un user ordinario di inserire contenuti audiovisivi nel proprio sito (Kommers, Isaias, Issa, 2014).

Questa è l’epoca del World Wide Web, l’innovativo servizio di raccolta e reperimento di informazioni nella rete mediante l’utilizzo di ipertesti, concepito nel 1991 dall’informatico Tim Berners-Lee, il cui intento principale, seppure ancora utopico, è quello che tutti possano pubblicare contenuti con semplicità, divenuto davvero possibile solo nella fase del Web 2.0 (Gilliens, Caillou, 2002).

2. Open Diary e il modello membership: la prima possibilità di commento

Se i primi blog sono prettamente testuali e non considerano alcuna possibilità d’interazione ma consentono la semplice visualizzazione dei post, dal 1999 la situazione muta radicalmente. Bruce Ableson registra la piattaforma Open Diary, un sito aggregatore che raccoglie milioni di diari in rete nel proprio spazio digitale senza la necessità di possedere una piattaforma. Si convogliano, così, più web-writers in un’unica  comunità (Simão , Soares, 2018).

Se la prima fase di Internet è prettamente testuale dal punto di vista grafico e ancora sperimentale dal punto di vista dell’utente, dal 2004 si deve al Web 2.0 il merito di aver ampliato il coinvolgimento attivo di tutti coloro che navigano in rete (Corrado, 2013).

Tale neologismo viene introdotto da Tim O’Really, durante una conferenza, per inaugurare una nuova era del Web all’insegna di due concetti chiave ossia la partecipazione inter-attiva dell’utente e l’inserimento agevole di contenuti multimediali. In virtù di ciò, esso viene definito “Web partecipativo”, proprio perché la sua diffusione segna il passaggio dalla staticità (tipica del Web 1.0) alla inter-attività: si transita dalla mera visualizzazione di contenuti postati dagli early adopters alla loro creazione e pubblicazione da parte di chiunque (Cormode, Krishnomurthy, 2008). Si parla perciò di User Generated Content:

L’user generated content abbraccia una visione più democratizzata sull’uso di Internet, poiché si è in presenza di un incremento quantitativo e qualitativo di contributi “dal basso” (Cosenza, 2012), ossia derivanti da utenti ordinari per cui le logiche bottom up si intersecano con quelle top down tipiche dei produttori tradizionali (Jenkis, 2007) con la conseguenza che chiunque possa generare contenuti.

Quindi i classici confini tra consumo e produzione sfumano, delineando una figura che si pone a metà strada tra le due componenti, profetizzata già negli anni ottanta da Alvin Toffler e definita prosumer (Toffler, 1989).

È l’inizio di quel processo in un cui la rete diventa popoular, ossia alla portata di chiunque (Boccia Artieri, 2009),  che confluisce nell’odierno fenomeno del social networking.

Continua…

Tratto dalla tesi di laurea di Simona Turner, blogger della rubrica SOCIAL GOLD

 

BIOGRAFIA E SITOGRAFIA

Boccia Artieri G., (2009), Network Effect: quando la rete diventa pop, Torino, Codice Edizioni

Brown R., (2009), Public relations and Web: how to use social media and web 2.0 in communications, London, Kogan Page

Cariello S., 2011, Cos’è l’URL, https://pillolediweb.wordpress.com/2011/06/10/cose-lurl/

Castellucci P., (2009),  Dall’ipertesto al Web: storia culturale dell’informatica, Roma-Bari, LaterzaCorrado M., 2013, Il Web 2.0, https://storiadiinternet.wordpress.com/il-web-2-0

Cosenza  V. (2012), Social media ROI, Milano, Apogeo

Fiormonti D., (2003), Scrittura e filologia nell’era digitale, Torino, Bollati Boringhieri

Isaias P., Issa K., Kommerss P., (2014), The evolution of Internet in the business sector: Web 1.0 to Web 2.0, Hershey, IGI Global

Martin H.J., (2009), Storia e potere della scrittura, Roma-Bari, Laterza

Metitieri F., (2009), Il grande inganno del Web 2.0, Roma-Bari, Laterza

Sermasi P., (2008), Professione blogger. Come realizzare un blog di successo, Milano, Hoeply

Simão E., Soares C., 2018, Trends, Experiences, and Perspectives in Immersive Multimedia and Augmented Reality (Advances in Multimedia and Interactive Technologies),Hershey, IGI Globa

Toffler A., 1989, The third wave, New York,  Bantam Books

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